Oggi molte persone hanno a che fare con le fotografie. Non solo i fotografi professionisti, ma anche i semplici appassionati di questa bellissima forma d'arte, grazie anche ai numerosi strumenti di condivisione che pongono in risalto le loro opere creative (vedi flickr e pinterest). Ma come bisogna regolarsi con i diritti che ruotano intorno ad una fotografia, agli oggetti e alle persone rappresentate? Fino a che punto è possibile utilizzare una fotografia come opera personale e quando, invece, va richiesta la c.d. liberatoria? In questa breve guida cercheremo di fugare ogni dubbio.

Foto in pubblico

Quando si scattano foto per uso amatoriale, le quali non prevedono alcun tipo di pubblicazione, non è richiesta alcuna liberatoria qualunque sia il soggetto ritratto: adulto o bambino. Quindi se durante una passeggiata qualcuno vi si avvicina lamentando la violazione della sua immagine/privacy, perché lo avete ripreso mentre scattavate una foto del panorama, se non avete intenzione di pubblicarla sul vostro profilo facebook, ad esempio, potete stare tranquilli perché non è richiesta alcuna autorizzazione. Le cose cambiano se invece avete intenzione di pubblicare quella foto. Gli artt. 96 e 97 della legge n. 633/41 sul diritto d'autore ci dicono che: il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente, e che, non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o colturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata.

Le norme citate ci dicono che non è possibile pubblicare la fotografia che costituisce il "ritratto" di una persona senza il suo consenso. Quindi, andando per esclusione, possiamo pubblicare tutte quelle foto che "incidentalmente" includono soggetti che non sono i principali obiettivi della foto. Facciamo un esempio pratico: se stiamo fotografando la Torre di Pisa e incidentalmente includiamo nella foto qualche turista (non possiamo mica chiedergli di farsi da parte), possiamo tranquillamente pubblicarla perché è scattata in luogo pubblico in cui l'oggetto della foto è in questo caso la Torre di Pisa. Questa regola vale fintanto che si rispetti il decoro e l'onore delle persone che incidentalmente vengono a far parte della foto. Quindi, se sto scattando una foto alla Torre di Pisa con l'intenzione di pubblicarla sul mio blog e in quel momento un turista, che non è il soggetto principale della foto, scivola e viene ripreso proprio nel momento cruciale è sicuramente il caso di non pubblicarla e di fare eventualemente un altro scatto.

Anche in questo caso il semplice scatto di una fotografia ad un minore non è soggetta ad autorizzazione se non si ha intenzione di pubblicarla. In caso contrario, è vivamente consigliata la richiesta dell'autorizzazione anche quando il minore è incidentalmente finito nella foto. Essendo il soggetto un minore, l'autorizzazione va chiesta ai genitori. Può porsi il problema di genitori non conviventi, separati o divorziati. In questo caso è sempre bene affidarsi al consiglio di un legale

La liberatoria

La liberatoria è l'autorizzazione con la quale il soggetto ripreso concede il diritto allo sfruttamento della sua immagine. La liberatoria dovrà contenere le informazioni atte ad identificare il soggetto ritratto, il soggetto verso cui l'autorizzazione è concessa, la data e il luogo in cui gli scatti sono stati effettuati e gli scopi o gli usi che si intendono perseguire con le tali scatti. L'autorizzazione può anche essere data tacitamente o per fatti concludenti. Se, ad esempio, effettuo un book fotografico ad un amico in uno studio professionale, rendendolo partecipe dello scopo che intendo perseguire (come un volantino pubblicitario), comunicandogli preventivamente informazioni e volantino, posso presumere che il suo consenso sia stato prestato tacitamente. La via migliore, per non avere alcun tipo di problema, è sempre quella formale: fate firmare la liberatoria.

Conclusioni

In questa breve guida abbiamo esaminato gli aspetti generali che riguardano la manipolazione delle foto. In un prossimo articolo ci soffermeremo sulle conseguenze civili, quindi un eventuale risarcimento del danno per la mancata osservanza degli obblighi imposti dalla legge.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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