Il marchio è uno dei segni distintivi che l’imprenditore può utilizzare per caratterizzare e distinguere i propri prodotti o servizi da quelli degli altri competitors. Anche se il marchio ha una protezione già per il semplice uso, la registrazione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico consente una tutela maggiore soprattutto in caso di contestazioni o conflitto con altri soggetti.

La disciplina sul marchio è contenuta nel Codice della Proprietà Industriale (CPI) e l’articolo 7 ci dice che possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese.

La forma di un prodotto o una confezione può essere registrata come marchio, purché abbia una sua autonoma capacità distintiva e non sia costituito esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto (come una sedia, una scarpa, etc.).

Anche se l’articolo 7 non li menziona, possono costituire validamente oggetto di registrazione come marchio gli slogan o i jingle musicali (si veda la registrazione dello slogan della catena di arredamento Mondo Convenienza “La nostra forza è il prezzo”, depositato anche come jingle).

Per la registrazione di un marchio la legge richiede la contemporanea presenza di tre elementi fondamentali:

-       novità: non vi devono essere altri segni distintivi altrui che possono generare confusione;

-       capacità distintiva: i servizi e i prodotti devono essere sufficientemente distinti da quelli altrui;

-       liceità: non contrario alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume e idoneo a non trarre in inganno i consumatori sull’origine geografica, le caratteristiche e la qualità dei prodotti o servizi.

La legge indica anche quali segni non possono formare oggetto di registrazione, come: gli stemmi, gli emblemi (come quelli di interesse pubblico) e le bandiere degli Stati, le forma naturale del prodotto, i ritratti, il nome o lo pseudonimo (notorio) altrui senza il consenso, i segni idonei ad ingannare il pubblico, i segni idonei a ledere il diritto altrui, i segni c.d. volgari cioè di uso comune ed in generale tutti i segni identici o simili a quelli già registrati idonei a generare confusione sulla provenienza dei prodotti o servizi.

La registrazione del marchio può essere fatta in qualsiasi momento da chi lo utilizzi o si proponga di utilizzarlo nella fabbricazione o commercio di prodotti o nella prestazione di servizi della propria impresa o di imprese di cui abbia il controllo o che ne facciano uso con il suo consenso (art. 19 CPI), sia esso persona fisica che giuridica. La durata della tutela è di 10 anni dalla data del primo deposito, rinnovabile indefinitamente per periodi di 10 anni consecutivi.

La domanda di registrazione del marchio deve essere redatta su apposito modulo e presentata presso qualsiasi Camera di Commercio o, in alternativa, inviata tramiate A/R all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi o per via telematica. Tuttavia, prima di presentare la domanda è sempre opportuno fare alcune verifiche preliminari:

-       sulla conformità del marchio alle prescrizioni della legge;

-       sull’assenza di segni distintivi altrui identici o simili a quello oggetto di registrazione.

A seguito della presentazione della domanda, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi sottoporrà la stessa ad un esame che si articola in diverse fasi:

-       ricevibilità;

-       esame formale;

-       esame tecnico;

-       pubblicazione sul Bollettino dei Brevetti per invenzioni, modelli e marchi per permettere eventuali osservazioni o opposizioni;

-       registrazione.

Dal momento della presentazione della domanda al momento della registrazione dello stesso, generalmente trascorrono almeno 4 mesi, poiché nei primi 3 mesi i titolari di un diritto anteriore possono proporre opposizione alla registrazione.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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