Il diritto all'oblio salvaguarda l'esigenza delle persone di essere tutelate dalla permanenza su Internet di notizie (potenzialmente) lesive che hanno perso di interesse per la collettività in considerazione del notevole arco di tempo trascorso dal fatto di cronaca.

La Rete non ha una dimensione temporale scandita in passato, presente, futuro: tutto sussiste in un eterno presente in cui la notizia di oggi viene affiancata da quelle precedenti anche di molti anni.

I motori di ricerca riportano a galla tutti i dati di una persona, anche quelli che non hanno più alcuna rilevanza per l'opinione pubblica. Notizie, la cui diffusione era giustificata dall'interesse pubblico, col tempo perdono di rilevanza.

In tali casi risorge il diritto fondamentale alla riservatezza (articoli 21 e 2 Cost.): il soggetto interessato da tali notizie avrà il diritto a che non vengano ulteriormente divulgate notizie che per il trascorrere del tempo risultino ormai dimenticate o ignote alla generalità dei consociati.

Potrà quindi chiedere al proprietario del sito sul quale è ancora presente la notizia la rimozione dello contenuto lesivo.

Non solo: in base alla nota sentenza della Corte di Giustizia Europea "Google Spain", la persona interessata può "esigere dal gestore di un motore di ricerca che questi sopprima dall'elenco di risultati, che appare a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di questa persona, dei link verso pagine web legittimamente pubblicate da terzi e contenenti informazioni veritiere riguardanti quest'ultima, a motivo del fatto che tali informazioni possono arrecarle pregiudizio o che essa desidera l'"oblio" di queste informazioni dopo un certo tempo".

La pronuncia citata ha quindi previsto l'obbligo, per un motore di ricerca, di rimuovere dai propri risultati (c.d. "deindicizzazione") i link a quei siti che siano ritenuti dagli interessati lesivi del loro "diritto all'oblio" (o "right to be forgotten"), in relazione alla pretesa a ottenere la cancellazione dei contenuti delle pagine web che, secondo l'interessato, offrono una rappresentazione non più attuale della propria persona.

Nel caso in cui il motore di ricerca non accolga la richiesta, l'interessato potrà rivolgersi all'autorità nazionale per la protezione dei dati personali o all'autorità giudiziaria.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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