cartella esattoriale

  • La cartella esattoriale si annulla per silenzio/assenso

    Con la legge di stabilità 2012 (legge n.268 del 24/12/2012, art. 1, commi da 537 a 544), dal 1° gennaio 2013 se il contribuente ritiene di aver ricevuto una cartella esattoriale per un debito non dovuto o comunque di subire un'azione cautelare (ad es. ipoteca, fermo amministrativo) o esecutiva (pignoramento mobiliare o immobiliare) infondata, egli potrà far sospendere immediatamente gli effetti di tale azione con una semplice istanza al concessionario della riscossione. Inoltre, se entro duecentoventi (220) giorni dal deposito dell'istanza il contribuente non dovesse ricevere alcuna risposta, il debito tributario è da ritenersi ANNULLATO.

  • LA PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI

    Prima di aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali, il contribuente farebbe bene a verificare che i crediti erariali non siano prescritti. Molto spesso, infatti, le pretese della pubblica amministrazione sono relative a crediti risalenti nel tempo, per i quali è già maturata la prescrizione e quindi non sono più dovuti.

    Va ricordata, in proposito, la recentissima sentenza n. 23397 del novembre 2016, con cui le Sezioni Unite della Cassazione hanno definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, anche nei casi in cui la cartella esattoriale o altro provvedimento accertativo non sia stato impugnato dal contribuente.

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