LA PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Prima di aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali, il contribuente farebbe bene a verificare che i crediti erariali non siano prescritti. Molto spesso, infatti, le pretese della pubblica amministrazione sono relative a crediti risalenti nel tempo, per i quali è già maturata la prescrizione e quindi non sono più dovuti.

Va ricordata, in proposito, la recentissima sentenza n. 23397 del novembre 2016, con cui le Sezioni Unite della Cassazione hanno definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, anche nei casi in cui la cartella esattoriale o altro provvedimento accertativo non sia stato impugnato dal contribuente.

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L’imprenditore che ha omesso il versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali per un importo modesto ed in maniera episodica non risponde del reato di cui all’art. 2 co. 1 bis d.l. 463/83.

Appare di notevole rilevanza la pronuncia della Corte di Cassazione, Sez. III, del 12.2.2015 n. 11353 la quale ha affermato che il dolo generico del reato di cui all'art. 2 co. 1 bis d.l. 463/83 può essere escluso in considerazione del modesto importo delle somme non versate o della discontinuità ed episodicità delle inadempienze.
Va osservato che il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori richiede il dolo generico che si integra con la coscienza e volontà della loro omissione o tardività.

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Accertamento nullo senza contraddittorio

Senza il contraddittorio preventivo l'accertamento rischia di essere illegittimo. È questa la conseguenza delle più recenti pronunce delle Sezioni Unite della Cassazione che hanno attribuito alla fase del contraddittorio un ruolo sempre più centrale ai fini della validità dell'atto impositivo.

Le Sezioni Unite, con la sentenza 19667/14, hanno ribadito che incombe sugli uffici un generale obbligo di attivare sempre il contraddittorio preventivo rispetto all'adozione di un provvedimento che possa incidere negativamente sui diritti e sugli interessi del contribuente. In caso contrario l'atto è nullo. Si tratta di un principio applicabile a qualsiasi procedimento amministrativo tributario a prescindere dal nome dell'atto emesso.

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Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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