Nulla la polizza LINKED in assenza di contratto scritto

Non tutto è perduto per chi abbia sottoscritto una polizza assicurativa linked, convinto di acquistare una tradizionale polizza sulla vita, e si sia ritrovato con un pugno di mosche!

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 12782 del 15.10.2013, ha infatti sancito la nullità, ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 (Testo Unico sulla Finanza), di un contratto di compravendita di una polizza assicurativa index-linked in mancanza di prova della sottoscrizione di un contratto quadro consegnato in copia al cliente dall’intermediario, con il conseguente diritto dell’investitore alla restituzione della somma versata per l’acquisto oltre interessi nonché il diritto a trattenere le cedole percepite sino alla proposizione della domanda.

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Brand reputation e web popularity: tutti ne avete una

I latini dicevano "verba volant et scripta manent", ma mai come ora tale detto è attuale e trova la sua massima espressione nel web 2.0. Ho già accennato come il web sia un incredibile cervellone digitale che non dimentica nulla e se questa è una comodità, nello stesso tempo diventa un problema per chi vuole invece essere dimenticato (c.d. diritto all'oblio) o che vengano dimenticati determinati fatti storici appartenenti al passato che possono concretamente ostacolare il diritto ad una sincera reputazione. Brand reputation e web popularity (reputazione di un marchio/azienda e reputazione personale) non sono concetti astratti e riservati a qualche marchio internazionale o super star hollywoodiana, ma realtà che interessano ogni azienda o personaggio (pubblico e non) anche se non hanno mai nemmeno lontanamente pensato di averne una, non essendosi mai accostati ad un computer o ad un tablet o smartphone. Ma, allora come è possibile?

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Pene più severe per chi viola la privacy

Ieri ho introdotto il rapporto Censis 2013 sulla percezione che gli italiani hanno della privacy. Da quello che emerge dalla ricerca effettuata, è evidente che la scarsa informazione fa aumentare le ansie e le paure degli utenti online. Non è tutta colpa delle informazioni, a volte carenti, perché nonostante l'elevata sensazione di pericolo appena il 58% si preoccupa di consultare l'informativa sulla privacy dei social networks e dei siti internet. Le misure di prevenzione esistono, sarebbe sufficiente conoscerle e metterle in pratica.

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La Privacy al tempo dei social media

Di privacy se ne parla ormai ovunque e anche da molto tempo, ma mai come ora è diventata una questione importante per tutti. Se fino a qualche anno fa riguardava solo i V.I.P. che reclamavano il diritto a non essere fotografati nella loro vita privata e a non vedere pubblicate le stesse foto nelle prima pagine dei più importanti giornali di gossip, oggi qualunque persona comune può soffrire dell'abuso che viene fatto dei suoi dati dati personali proprio a causa della vasta espansione dei tanto amati social network. Sono proprio i social network (primo fra tutti Facebook) ad aver reso tale diritto così attuale. Ma nonostante tutto la maggior parte dei cittadini italiani ancora dimostra di non sapere quali sono i diritti che gli vengono riconosciuti e in che modo i dati personali rilasciati vengano trattati.

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Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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