Non tutto è perduto per chi abbia sottoscritto una polizza assicurativa linked, convinto di acquistare una tradizionale polizza sulla vita, e si sia ritrovato con un pugno di mosche!

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 12782 del 15.10.2013, ha infatti sancito la nullità, ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 (Testo Unico sulla Finanza), di un contratto di compravendita di una polizza assicurativa index-linked in mancanza di prova della sottoscrizione di un contratto quadro consegnato in copia al cliente dall’intermediario, con il conseguente diritto dell’investitore alla restituzione della somma versata per l’acquisto oltre interessi nonché il diritto a trattenere le cedole percepite sino alla proposizione della domanda.

La decisione del Tribunale è stata assunta sulla base del prevalente orientamento dottrinario e giurisprudenziale che ritiene le polizza linked, siano esse unit o index, dei prodotti prevalentemente finanziari e non assicurativi.

Difatti, mentre la ratio delle polizze di assicurazione sulla vita ai sensi del codice civile risiede nell’accumulo di un capitale per uno scopo previdenziale, le tipologie assicurative linked possono condurre ad un risultato opposto, quale la perdita del capitale.

Caratteristica peculiare delle polizze linked è proprio quella che il loro rendimento è collegato ad un prodotto finanziario sottostante (nel caso di una polizza index linked, è di regola un indice di borsa, mentre nel caso delle polizze unit linked si tratta di un fondo di investimento), con l’inevitabile conseguenza che le oscillazioni di questo si ripercuotono in positivo e in negativo sul rendimento della polizza.

Essendo quindi equiparabili ad un prodotto finanziario, è necessario che il loro acquisto avvenga per mezzo di contratto scritto e sia preceduto dagli obblighi informativi prescritti dall’art. 23 del Testo Unico Finanziario per i prodotti finanziari veri e propri.

Nel caso l’intermediario assicurativo ometta tali prescrizioni, il contratto di compravendita della polizza è nulla ed il sottoscrittore, come nella pronuncia del Tribunale di Milano, ha diritto alla restituzione della somma versata per l’acquisto e agli interessi sulla stessa.

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

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